Il linguaggio televisivo
Con
Umberto Eco
Umberto Eco racconta di quando ha preso parte del processo di cambiamento della Rai, quando ancora "non aveva paura di trasmettere alle nove di sera Pirandello". Un momento in cui la TV veramente indirizzava i gusti di un Paese, perché non adottava come unico parametro di scelta dei contenuti l'audience, "un'entità fantasmica".
Questo non deve indurci nel pensiero che quindi bisogna perseguire solo la cosiddetta "cultura alta", ci suggerisce Umberto Eco, che ha trovato nella figura di Mike Bongiorno un'ispirazione, al quale, infatti, ha dedicato il saggio "Fenomenologia di Mike Bongiorno".
Il segreto è prendere le cose sul serio, come faceva, per citarne uno, Leonardo, che prendeva sul serio tanto il ritratto della Vergine, quanto le volute di una conchiglia.