Quanti ritratti, caro Umberto

Tullio Pericoli racconta Umberto Eco in una mostra

In programma Esperienza Genova Ingresso libero

Palazzo Ducale Genova, Spazio 46 rosso, Genova

Piazza Matteotti 9, 16123, Genova

Con le opere di

ll Festival della Comunicazione e il Comune di Genova rendono omaggio, a dieci anni dalla sua scomparsa, all’ispiratore del festival con una mostra appositamente ideata per la manifestazione dall’artista Tullio Pericoli: “Quanti ritratti, caro Umberto”.

Una mostra che ci racconta il lato più raccolto e vivace di Eco, tra gli incontri con gli amici e i giochi linguistici, mostrandoci la versatilità del suo genio, la sua capacità di spaziare da un campo all’altro, dall’alto al basso e ci ricorda come tutto risuoni di sensi e significati e come la cultura, soprattutto come la intendeva Eco, viva nelle cose più insospettate.

L’esposizione al Palazzo Ducale di Genova permetterà al pubblico di vedere – in molti casi, per la prima volta – disegni, schizzi, giochi (di entrambi) e lettere in cui, nel corso degli anni, Tullio Pericoli ha raffigurato Umberto Eco.
In mostra, moltissimi ritratti, da quelli ufficiali, apparsi sulle copertine e sui giornali, a quelli fatti per gioco e per scherzo, nei momenti privati di un lungo rapporto di stima e affetto.

«La nostra amicizia ha quasi una data di nascita, che ho ritrovato in una lettera del 14 giugno 1977» ricorda Tullio Pericoli, cui Umberto Eco scriveva per chiedere l’originale di una vignetta apparsa nell’allora rubrica a fumetti del Corriere della Sera 'Tutti da Fulvia sabato sera'. Dopo quella vignetta, che ritraeva il grande semiologo nel salotto colto di un’immaginaria padrona di casa chiamata Fulvia, l’artista ha riprodotto le sembianze di Eco moltissime altre volte. «La sua faccia era, per me, un esperimento continuo e lui lo sapeva, infatti quando si tagliava la barba mi chiedeva quasi scusa. Mi ricordo addirittura che in una sera di Capodanno gli ho rifatto la barba – se l’era tagliata – con un tappo di champagne carbonizzato, perché senza barba, non riuscivo neanche a guardarlo. Poi se l’è fatta ricrescere».

In collaborazione con

Torna a: live